Era una fredda notte di febbraio del 2021 …

Tutto è iniziato fornendo l’assistenza ad un cliente.

Il servizio down

Un servizio di un fornitore era down e, nelle more, stavamo attivando il servizio di emergenza.

Come nelle peggiori ipotesi, le credenziali di accesso al servizio di emergenza andavano ricreate. Ma le email non arrivavano.

Resta il terzo servizio di emergenza: dopo aver preparato un ordine al volo, la carta di credito non viene accettata.

Totale: 40 password in 60 minuti, senza risolvere nulla.

Mi sono detto: se io, dopo 30 anni di lavoro nell’informatica, non ci riesco, un disabile ? Un anziano ? Un ipovedente ?

E poi: ma quante vendite perdono gli ecommerce per un sito inutilmente complesso ?

Non era ancora finita.

Dopo poche parlo con un assistito dal Comune di Milano preoccupato perchè chi lo aiutava era ricoverato, ed era lui che si occupava dell’ISEE per restare nella casa del Comune. Come avrebbe fatto ?

Perso il lavoro

Il giorno prima un cliente mi confida che un suo collaboratore ha dimenticato di confermare l’invio della domanda (a lungo preparata) per il rinnovo della cattedra, e l’ha persa. Ora è disoccupato e non può più lavorare.

Potrei raccontare altre decine di esperienze con fornitori online con indicazioni confuse o assistenza non preparata. Mi sono detto: questa esperienza va raccolta e trasmessa.

Insieme

Non finisco di pensarlo che nel gruppo Telegram alcuni stanno parlando di difficoltà di accesso ai servizi online. Ci mettiamo insieme e iniziamo l’avventura, pronti a fare qualcosa pur in tempo di Covid, ma con una prospettiva molto lontana: aiutare gratis i bisognosi e mettere a reddito l’esperienza offrendola ai clienti.

Si chiama impresa sociale.

Erano anni che cercavo cosa significasse. Ora le tessere si sono composte, e siamo qui.